Sangue.
Scivola via dai confini infiammati di una nuova ferita.
Brusca, fredda, inaspettata.
Mai desiderata. Spesso temuta.
Sospiro, che spicchi il volo,
via da queste labbra solcate da lacrime tese...
Da cosa fuggi? Quel sangue non può macchiarti.
...Vai via...
E gemi, piccola bambola di ferro.
Puoi ancora sentirti lacerata?
Brucia sotto la pelle, questo schiaffo di brezza notturna.
Il taglio vuole rimarginarsi.
Ma non ne ha il permesso.
Lo sai, perduta bambola di ferro,
ogni ferita tende a svanire.
Ma tornerà quel caldo abbraccio a sanarla?
*12 Aprile, una lacrima al finestrino*